martedì 06 settembre

L’OFFICINA DELLA CAMOMILLA

L’Officina della Camomilla è una delle band di riferimento della nuova musica italiana, con un seguito sempre più in crescita di accanitissimi fan. Negli ultimi tre anni ha calcato i palchi dei più importanti club e festival italiani. Il 2016 è l’anno della piena maturità: completamente scritto, arrangiato e prodotto dal frontman Francesco De Leo, a marzo è uscito “Palazzina Liberty”, non solo un disco nuovo ma la volontà precisa di una svolta senza mezze misure e compromessi.

Registrato al Dude Music di Correggio da Stefano Riccò (Altre di B), missato e masterizzato al Crono Sound Factory da Simone Sproccati, “Palazzina Liberty” fonde influenze internazionali contemporanee e del passato ad una scrittura di testi classica italiana.
Il titolo del nuovo disco viene da un edificio storico di Milano, situato nel quartiere dove De Leo è cresciuto, rianimato negli anni settanta da Dario Fo e Franca Rame, dove si eseguono concerti di musica classica.

La Palazzina Liberty concettualmente è intesa come una roccaforte, un bunker allucinatorio. Le canzoni sono ambientate in un futuro distopico, in un deserto metropolitano dopo la guerra. Essenzialmente questo edificio funziona come un portale per collegarsi ad una natura immaginaria artificiale. E’ una casamatta, una Dismaland, ed ogni brano è una stanza, un capitolo della storia. Il disco si sviluppa passando attraverso gli intermezzi, che sono i corridoi irreali della palazzina, dove il suo mondo capovolto scorre, fra labirinti di pavimenti sconnessi.

Per lo più le idee sono arrivate durante i viaggi in treno fra Liguria, Lombardia e Piemonte. De Leo è andato a vivere per un paio di mesi a Torino, dove ha registrato una serie di jam con un polistrumentista della scuola jazz di Siena. Poi ha chiamato amici musicisti in studio - Giovanni Imparato dei Chewingum e il Sig Solo, tastierista storico di Dente - e li ha fatti sbizzarrire con le loro macchine sulle sue canzoni. Le nuove composizioni sono state fortemente influenzate dagli ascolti ripetuti dei primi dischi degli Stereolab, da “Mount Eerie” dei Microphones, gli Psychic Tv e gli Young Marble Giants, la wave milanese di Faust’o, le composizioni di classica-sperimentale di Romitelli, le sinfonie dissonanti di Gleen Branca, Paolo Conte, Spaceman 3, le colonne sonore dei Pink Floyd del film “More” (1969).

Dato l’eccesso di materiale registrato tra archi, sintetizzatori, chitarre elettriche/acustiche, eccetera, per presentare dal vivo questo album servivano molti musicisti. Per questo motivo, oltre Marco Amadio già in organico al basso, la band ora è composta anche da Simone Sproccati (già Adele e il mare) alla chitarra, Roberto Redondi (Class) ai sintetizzatori, Loris Giroletti (Nobody Cries for Dinosaurs) alla batteria e Fausto Cigarini (direttamente dal Conservatorio di Modena) al violino e alla seconda chitarra.

H 21:30

Ingresso gratuito

Prossimi eventi